Passiamo tutta la vita a convincerci di avere autorità e potere su quello che accade, a trovarne un senso e a dare significato alle cose, e in realtà è tutto caso.
Più si va avanti con gli anni, e più ci si accorge di quanto tutto sia triste e disincantato. Basta fare un po’ di attenzione, per vedere la fortuna costituire praticamente tutte le nostre esistenze, i nostri sogni e i nostri successi. E qualsiasi cosa facciamo o abbiamo fatto, improvvisamente non è più merito nostro ma di una dea bendata pagana e impassibile. Cosa c’entriamo allora noi, in tutto questo gioco dai risvolti inimmaginabili e sempre imprevisti? Niente, assolutamente niente.
I dadi di un giocatore più grande di noi rovinano sulla plancia di gioco dove muoviamo i nostri passi in caselle disegnate precedentemente e predisposte in modo imperscrutabile. E il bello, é che qualcuno da sempre ci fa credere che siamo noi a decidere se proseguire o retrocedere, che non ci sono dadi, che non ci sono giocatori alcuni.











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